Perché lavorare da casa potrebbe non essere così vantaggioso per te (e per il tuo business).

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su tumblr
Condividi su linkedin
Condividi su twitter

Home-working e la necessità di separare la vita lavorativa da quella personale

L’esperienza del lavoro agile fatta durante il lockdown ha confermato quello che molti già sapevano: il mondo del lavoro sta cambiando e la vecchia concezione del lavoro da scrivania sta scomparendo per fare posto a modalità più agili e flessibili nei tempi e negli spazi. Gli ambienti di lavoro in co-working, day office e temporary office offrono oggi un’alternativa sicura e professionale al lavoro da casa

Durante il periodo di lockdown causato dall’emergenza sanitaria, le aziende si sono rese conto che è possibile ottenere dai propri dipendenti gli stessi – se non maggiori –  livelli di efficienza e di produttività anche lavorando a distanza. Il lavoro in smart-working è stato giudicato positivamente anche dai lavoratori che ne hanno apprezzato la maggiore di autonomia, la riduzione degli sprechi (vedi costi e tempi impiegati nel commuting), la possibilità di acquisire conoscenze preziose per il futuro. Tuttavia, chiunque abbia sperimentato il lavoro da casa in questi ultimi mesi potrà confermare che dietro l’home-working non ci sono solo vantaggi. 

Non solo vantaggi: la mancanza di organizzazione comporta stress e difficoltà di comunicazione 

Una ricerca condotta dall’agenzia di recruiting R-everse su un campione di 200 utenti di Linkedin ha rivelato che le persone che si sono dichiarate poco soddisfatte del lavoro da casa hanno trovato difficile organizzare il loro tempo: il 44% ha dichiarato di non essere riuscito a separare il tempo per il lavoro dal tempo libero; il 36% ha avuto difficoltà a gestire i rapporti con i colleghi da remoto; il 27% ha fatto fatica a gestire i figli piccoli; il 23% ha dichiarato di non avere una postazione adeguata in casa con conseguente perdita di focus. Sembra che il disagio principale sia proprio la mancanza di abitudine a lavorare da casa, con relativa disorganizzazione degli spazi e dei tempi da destinare al lavoro.  

Non aiuta il fatto che molte aziende si siano ritrovate a ricorrere al lavoro da casa come surrogato emergenziale del lavoro in presenza. Molti, infatti, non hanno fatto altro che compiere da casa le stesse attività che svolgevano negli uffici, rispettando anche gli stessi orari di lavoro – almeno in teoria. Sì, perché in realtà, non riuscendo a separare in maniera netta i momenti di lavoro da quelli della vita privata, tanti hanno finito col lavorare di più e anche al di fuori degli orari lavorativi stabiliti.

Bisogno di relazioni e socialità anche nella vita lavorativa

La situazione di lockdown totale ha messo a dura prova anche i lavoratori più solitari. Persino quelli che avevano già familiarità con gli strumenti delle video call hanno lamentato la freddezza del monitor e percepito la mancanza di socialità. La pausa caffè oppure la pausa pranzo sono state rivalutate non solo come momento di svago ma anche come un’occasione per relazionarsi con i colleghi su un piano para-lavorativo più leggero e rilassato. 

L’aspetto relazionale è ancora più importante per i lavoratori in proprio, i proprietari di piccole attività e i freelancer per i quali le relazioni con potenziali clienti e collaboratori sono vitali per lo stesso business. Per queste categorie di lavoratori, i momenti di pausa e gli intermezzi sono occasioni per conoscere nuove persone e coltivare collaborazioni interessanti.

I co-working e le soluzioni dei day office e temporary office sono un’alternativa flessibile ma ben organizzata al lavoro da casa. Innanzitutto gli spazi sono configurati, arredati ed “attrezzati” per ospitare il lavoro d’ufficio con scrivanie, sedute ergonomiche, armadietti, stampanti, ecc.: niente più tavoli da cucina convertiti a scrivanie o improbabili postazioni allestite per le call in soggiorno. Ci sono aree più informali con divanetti, lounge, aree break per una pausa caffè o un brainstorming creativo; ma ci sono anche aree più private e di rappresentanza (reception, sale per riunioni/conferenze, ecc.) dove accogliere clienti e collaboratori in modo professionale. 

Il fatto di recarsi in un luogo deputato al lavoro – anziché spostarsi da una stanza all’altra della casa – ha di per sé il vantaggio di separare fisicamente e, quindi, anche psicologicamente, la vita lavorativa da quella personale. Allo stesso modo, uscire dall’ufficio aiuta a staccare la mente dai pensieri della giornata lavorativa e permette di godere del tempo libero disconnesso con più leggerezza e soddisfazione.

I co-working sono già configurati per rispettare i vari protocolli di sicurezza e di distanziamento social anti-Covid. In questo modo è possibile ricevere i clienti e i prospect in un ambiente curato, professionale e, soprattutto, sicuro, senza rinunciare alla componente umana che gioca un ruolo fondamentale in tanti business fondati sulla fiducia e sull’interazione.

Lavorare da casa ha senz’altro i suoi vantaggi ma può comportare anche stress da disorganizzazione, solitudine, mancanza di stimoli. I co-working o le soluzioni in day office sono un’alternativa praticabile e conveniente al lavoro da casa e possono contribuire concretamente al benessere psico-fisico – oltre che alla produttività – di chi lavora. 

Da non perdere